| "Il Correggio? Emozionante come il culatello" |
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ROMA, 10 SETTEMBRE
A cosa somiglia il Correggio? “A un culatello.
Perché il Correggio è emozionante come un culatello”. Proprio così: per
Vittorio Sgarbi, critico e comunicatore che sa stupire
per natura, il ricercatissimo e parmigianissimo salume equivale, dal
punto di vista enogastronomico , al divino Antonio Allegri.
Sgarbi immagina il buon grasso profumato colare dagli affreschi del
Correggio e sente in bocca la sapidità dei colori, dei chiaroscuri,
delle forme di una pittura che travolse l'antico e lanciò un cono di
luce sulla nascita del mondo moderno.
L'Allegri - irregolare, peccatore e amante dei piaceri - non si sarebbe certo offeso del paragone, un modo glamour-ruspante per dire della sensualità e della carnalità dei suoi corpi, dei suoi angeli, di santi e sante e figure mitologiche. Insomma, l'Allegri-culatello sintesi vera e suprema di un evento che consacra Parma come capitale culturale europea. E anche questa è un'intuizione del Vittorio, lanciata fra l'altro qualche tempo fa in un'intervista a Parmaok. E allora chapeau a Sgarbi, special guest della mostra ducale e curatore della sezione in San Giovanni Evangelista, chapeau allo Sgarbi che al ministero del Beni Culturali si muove come un pesce nell'acqua. Di più: la conferenza stampa romana lo consacra come eminenza grigia del Collegio Romano. Il ministro Sandro Bondi è certo prodigo di elogi verso il grandissimo Vittorio Storaro, ma al sindaco di Salemi riserva un outing in piena regola: "Sono grato a Sgarbi, perché avrei difficoltà a fare il ministro senza ascoltarlo e senza la sua collaborazione". Il critico è raggiante, fiuta odore di rivincita, ma resiste alla voglia di polemica e si concentra sul Correggio e il Parmigianino con un discorso fiume zeppo come al solito di immagini vivide e e spiazzanti. Dopo il culatello, ecco arrivare il momento del crac Parmalat che - secondo Sgarbi - è la vera ragione per cui dopo lo sfolgorante successo del Parmigianino ("La mostra si è chiusa con un attivo di 350mila euro", rivela) il progetto Correggio si arenò nelle disgrazie di una città ferita e paralizzata come un pugile suonato. Non solo. Consapevole di avere accanto il buon cattolico Bondi, aggiunge che il Cristianesimo "è la religione che ha dato più bellezza al mondo". "Dobbiamo essere grati alla Chiesa cattolica: quando sento che vogliono levare i crocifissi, non hanno capito che quella religione siamo noi". Oggi la mostra si fa ed è segno di rinascita e rivincita: però - spiega - il merito è di Anna Coliva che ha lanciato la mostra di Roma, e così ha costretto i parmigiani a scuotersi, a fare squadra, ad avere lo scatto d'orgoglio decisivo e giocare l'asso della Città del Correggio, senza tuttavia entrare in collisione con Roma. Il critico vede un solo neo: a Parma non ci sarà il Noli Me Tangere perché Madrid lo manda a Bologna, che è come preferire un wurstel di pollo al culatello. Non importa: Parma è comunque un perfetto evento mondiale. Irripetibile. Dopo la conferenza e le interviste a ripetizione Vittorio Sgarbi, sorridente come l'angioletto malizioso che fa da testimonial nei manifesti, si infila dritto nell'ufficio del ministro. Salemi è sullo sfondo, icona emergente della rinascita meridionale e nuovo buon retiro siciliano dei Vip nazionali mentre tramonta la Capalbio della sinistra. La Moratti è lontano ricordo, mentre oggi si combatte sulla trincea del Pincio prossima Caporetto dell'era veltroniana. Avete capito chi conta davvero ai Beni Culturali di Sandro Bondi, e anche più in là? (p.l.g.) |
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